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81° Anniversario della Liberazione

Leggi i discorsi del Sindaco Stefano Tomaselli e del Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze Woody Parodi

Categorie:
Comune

Data :

28 aprile 2026

81° Anniversario della Liberazione
Municipium

Descrizione

Sabato 25 aprile 2026 si è tenuta la cerimonia intercomunale di Cantù 
con la partecipazione del Sindaco con il Gonfalone comunale portato dal Nucleo ANC Figino Serenza.
A seguire la cerimonia comunale con i discorsi del Sindaco Stefano Tomaselli e del Sindaco dei Ragazzi e delle Ragazze Woody Parodi.
Si ringraziano le autorità presenti, il Diacono, il Corpo Musicale la Serenza e il Nucleo Protezione Civile ANC Figino Serenza.

Il Discorso del Sindaco Stefano Tomaselli:

25 Aprile, una data;
per noi italiani più di un numero segnato sul calendario!
è il simbolo di una libertà conquistata con entusiasmo sofferto, una libertà che ci consente di muoverci, in tutto il mondo; che ci permette di esprimere il nostro pensiero, anche se dissenziente; che ci concede la possibilità di vivere la Pace. Una libertà che ci ha consegnato una Costituzione da preservare e da custodire; - un grande grazie al consiglio delle ragazze e dei ragazzi che c'è lo ha ricordato in occasione del suo 80esimo anniversario-.

In poche parole potremmo definirla una data che ci deve ricordare un debito di libertà, che noi tutti abbiamo nei confronti di donne e uomini che non furono solo combattenti, bensì sognatori coraggiosi, che nel buio dell'oppressione, hanno saputo vedere la luce di un'Italia differente e che con il loro sacrificio ci hanno consegnato un dono importantissimo: la possibilità di scegliere.

Il 25 Aprile è anche una data nella quale fare memoria di Resistenza.
Si, Libertà e Resistenza fondano le loro radici nello stesso terreno, potremmo definirli sinonimi; infatti è stata la Resistenza ad insegnaci la responsabilità verso l'altro: non "faccio quello che voglio", bensì "faccio ciò che è giusto per tutti", perché resistere significa essere consapevoli che la propria libertà nulla vale se chi ci sta accanto è in catene;
la Resistenza ci ha insegnato che la libertà è una scelta: i partigiani non hanno aspettato il suo arrivo, se la sono ripresa; non sono stati spettatori passivi, hanno scelto il proprio destino, addirittura a costo della vita;
la Resistenza ci ha insegnato che la riconquista della libertà inizia con un NO (no al fascismo, no all'occupazione, no alle ingiustizie), un no come atto di libertà primordiale e coraggioso, senza il quale non avremmo avuto il SI della nostra Costituzione;
in sostanza la Resistenza è stata ieri ed è ancora oggi, Libertà che si mette all'opera.

E voglio rivolgermi soprattutto a voi, care ragazze e cari ragazzi, se vogliamo dare senso alle parole libertà e resistenza e festeggiare questa giornata comprendendone il significato profondo, siamo chiamati ad impegnarci quotidianamente e a non rimanere indifferenti girandoci dall'altra parte, siamo chiamati ad essere partigiani ogni giorno, per essere dalla parte giusta, quella della libertà, quella della democrazia.

Come ha scritto don Luigi Ciotti: 
"c'è un filo rosso che lega la Resistenza di ieri alle resistenze di oggi.
Resistere vuol dire esserci, non limitarsi ad assecondare il corso della storia ma assumersi la responsabilità di deviarlo quando sta prendendo una direzione contraria alla libertà e alla dignità delle persone."

Ebbene resistere oggi vuol dire: non aver paura di dire che ogni forma di fascismo è da condannare, allora come nei nostri giorni; non temere di esprimere la propria compassione e sdegno per tutte le vittime in cerca di libertà, siano esse cadute per mare quanto per terra; non aver paura di dissociarsi da presidenti e governi che antepongono l'egocentrismo alla dignità della persona; non aver paura di condannare genocidi mascherati da battaglie contro il terrorismo; non avere paura di condannare chi usa la fede come scudo, chi  confonde la democrazia con la distruzione, chi pretende di riscrivere i principi per giustificare le oppressioni e le guerre.

Perché ogni volta che viene calpestata la libertà, in ogni luogo ed in ogni tempo, quand'anche non ci coinvolge direttamente, significa lasciare spazio perché venga aperta una porta in favore della sopraffazione; quando invero serve 
la consapevolezza che ogni forma di conflitto e ogni forma di contrasto non sono mai inevitabili.

Viva il 25 Aprile, viva la Resistenza, viva la Libertà, viva la Costituzione, viva la Pace ovunque e senza confini.

Il Discorso el Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze Woody Parodi 

Buongiorno a tutti,

oggi festeggiamo il 25 aprile e vorrei celebrare la ricorrenza dal punto di vista dei giovani, con l’occasione di parlare anche agli adulti.

Il 25 Aprile è il giorno in cui l’Italia ha scelto la libertà. Noi siamo nati in un mondo dove possiamo dire ciò che pensiamo e muoverci liberamente. La parola 'Liberazione' può sembrarci un concetto lontano, ma la Libertà va protetta sempre, in ogni contesto, anche quando sembra scontata.

Oggi ricordiamo i nomi dei cittadini di Figino Serenza che si sono sacrificati per noi. Questi nomi incisi nella pietra sono le radici della nostra libertà.
La libertà che viviamo oggi è il frutto del coraggio di ragazzi che, ottant'anni fa, avevano poco più della mia età, e hanno lottato contro l’oppressione.

In eredità abbiamo ricevuto un grande regalo, la nostra Costituzione.
Recentemente, in occasione del referendum e della propaganda elettorale che ascoltavo per il SI’ e per il NO, mi sono chiesto se la Costituzione fosse al sicuro. Ho riflettuto sul fatto che la democrazia non sia un traguardo raggiunto una volta per sempre, ma un equilibrio che richiede vigilanza costante. La Costituzione ha bisogno di noi, che noi ci mettiamo dentro l’impegno e la memoria. Ciò significa non restare indifferenti davanti ai soprusi, rispettare le idee degli altri anche quando sono diverse dalle nostre e prenderci cura della nostra comunità.

Mi piace pensare alla Costituzione non come a un vecchio libro di regole, ma come a una bussola.
L'Articolo 3, sull’Uguaglianza, ci insegna che non importa da dove veniamo o come la pensiamo, che siamo tutti importanti allo stesso modo. Nella nostra scuola e nel nostro paese, questo significa accogliere tutti e non lasciare indietro nessuno.

L'Articolo 11, sulla Pace, dice una parola fortissima: l'Italia 'ripudia' la guerra. Non dice solo che non ci piace, dice che la rifiutiamo con tutte le nostre forze come mezzo per risolvere i problemi. Questo è l'impegno più grande che i partigiani ci hanno consegnato: essere costruttori di pace, a partire dai nostri piccoli gesti quotidiani.

L'Articolo 21, sulla Libertà di Pensiero, ci regala il diritto di avere un'opinione e di esprimerla.

La partecipazione attiva è molto importante, ed io sono felice di potere offrire la mia, nel ruolo di giovane sindaco, prendendomi cura della nostra comunità.

Per cui oggi, come Sindaco dei Ragazzi e delle Ragazze, prendo l'impegno a nome di tutti noi di proteggere questa libertà con lo studio, la gentilezza e la partecipazione.
Buona Festa della Liberazione a tutti. Viva l'Italia, viva la libertà!

 

Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2026, 09:14

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