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I SEGNI DELLA LUCE • 3

Villa Ferranti • dal 18 dicembre 2011 al 28 gennaio 2012

Biblioteca Comunale di Figino Serenza

presenta la mostra

 

I segni della luce / 3

Breve ma sorprendente viaggio tra le opere d’arte sacra contemporanea

di alcuni artisti del territorio canturino e comasco attraverso i lavori di

Alvaro Molteni e Valerio Gaeti

 

la mostra è allestita presso

Villa Ferranti

dal 18 dicembre 2011 al 28 gennaio 2012

 

curatori

Giampaolo Mascheroni e Peppo Peduzzi

 

orari

dal martedì al sabato dalle  14.30 alle 18.30

 

inaugurazione

domenica 18 dicembre  ore 11.00

 

 

       È il terzo di una serie di appuntamenti con cui si vuole esplorare in  semplicità ma con serietà il lavoro di artisti, residenti nel territorio canturino e comasco, che si sono confrontati con l’iconografia sacra. Da una parte i lavori ad olio realizzati da Alvaro Molteni e dall’altra Valerio Gaeti con le sue sculture, alcune di grandi dimensioni, altre più piccole, tutte comunque uguale suggestione.

       Alvaro Molteni, nato a Como nel 1920, compie inizialmente studi alla Scuola d’Arte e Mestieri “Castellini” di Como, per poi lavorare parecchi anni nel campo dell’industria serica come disegnatore di tessuti e responsabile creativo. Dalla fine degli anni Trenta coltiva l’attività pittorica, prima come compagno giovanissimo dei razionalisti del Gruppo Como (Radice, Badiali, Rho, Galli ecc.) poi in una sfida sempre più solitaria fino ai giorni nostri, con righe, ellissi, cieli a riempire centinaia e centinaia di tavole.

       Valerio Gaeti, nato nel 1951 a Guidizzolo (Mantova), si trasferisce giovanissimo a Cantù dove si diploma all’Istituto Statale d’Arte per poi concludere nel 1974 gli studi presso l’Accademia di Brera a Milano. Alla ricerca artistica ha affiancato una lunga attività didattica proprio nelle scuole che lo hanno visto allievo. Attualmente insegna all’Accademia “Aldo Galli” di Como.

       Entrambi hanno una produzione talmente vasta alle spalle che, pur non dedicandosi abitualmente al sacro, alla fine non sono riusciti ad evitare di  confrontarsi con il trascendente, ovviamente ognuno con la propria poetica, cogliendo della luce segni di incanto e di sorpresa. Alvaro, con il suo essere pittore astrattista, di linee e rigore, ci dimostra che non solo i figurativi possono abbandonarsi al tema del sacro e rappresentarlo in maniera incisiva. Valerio Gaeti invece, scultore viscerale e originalissimo, presenta pale d’altare di cenere e midollino, creature angeliche e croci ingombranti sospese nel vuoto, formelle concepite a commento illustrativo dello straordinario libro biblico del Qohelet.

       Così recita la piccola introduzione alla mostra curata da Giampaolo Mascheroni e da Peppo Peduzzi: “Che tracce si possono ancora trovare nella attuale produzione pantagruelica, smisurata di manufatti? In un mondo dominato dalla dittatura della merce, dall’onnipotenza del benessere, ha ancora senso il tentativo di dare un volto a quel Dio geniale, che per amore si è incarnato nelle creature “peggiori” che calcano la Terra? Tra figurazione e astrazione, tra artisti anziani e giovani, tra sconosciuti e più conosciuti, tra viscerali e concettuali lasciamoci incantare - o come direbbero certi ambienti clericali - interrogare da ciò che vedono i nostri occhi...”

 
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